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Tovaglia, tovaglioli, strofinacci: il tovagliato in affitto

Biancheria e lavanderia

Tovaglia, tovaglioli, strofinacci: il tovagliato in affitto

Quanti strofinacci prevedere, come lavarli senza contaminare il resto della biancheria e perché il tovagliato va cambiato a ogni partenza dell’ospite.

Lo strofinaccio è il pezzo di biancheria più sporco di una casa vacanze, e quello che si cambia meno spesso. Asciuga i piatti, le mani, il piano di lavoro, a volte anche il pavimento quando non c’è altro a portata di mano, e resta appeso e umido per tutto il soggiorno. Uno strofinaccio lasciato da un ospite all’altro è la via più breve verso un commento negativo sull’igiene. Questa scheda tratta la biancheria da cucina e da tavola: cosa prevedere, con quale frequenza cambiarla e come lavarla senza contaminare il resto.

Cosa si cambia e con quale frequenza

ElementoFrequenzaQuantità di riferimento
Strofinacci da cucinaA ogni pulizia2 o 3 per soggiorno
TovagliaA ogni pulizia1 in uso, 2 di riserva
Tovaglioli da tavolaA ogni pulizia1 per ospite, se previsti

Tutto si cambia a ogni partenza, anche ciò che sembra intatto. Uno strofinaccio piegato in un cassetto ha comunque passato il soggiorno in cucina, ha preso odore, anche se non è stato usato.

Gli strofinacci: due usi, due colori

L’errore classico è lo strofinaccio unico per tutto. Separate gli usi con il colore, è l’unico sistema che funziona senza spiegazioni:

  • Strofinaccio per piatti, in lino o cotone a nido d’ape, poco peloso. Serve solo per bicchieri e posate, nient’altro.
  • Strofinaccio o panno per superfici, in spugna o microfibra, di un altro colore. Serve per piani di lavoro e mani.

Due o tre strofinacci per soggiorno sono sufficienti, e sei-otto in stock per ogni appartamento per coprire la rotazione con i lavaggi. Il lino è la scelta migliore per i piatti: non lascia pelucchi, si asciuga in fretta e dura a lungo. Il cotone a nido d’ape è un buon compromesso economico.

Il dettaglio che fa la differenza: uno strofinaccio pulito, piegato e appeso alla maniglia del forno o a una barra, non arrotolato in un cassetto. È un segnale di freschezza visibile appena si entra in cucina.

Il lavaggio e l’unica regola che conta

Gli strofinacci non si lavano mai insieme agli asciugamani o alla biancheria da letto. È la regola più importante di questa scheda, e la più spesso trasgredita.

La ragione è meccanica: lo strofinaccio porta grassi alimentari, che non vengono eliminati completamente in lavatrice e si depositano sulle altre fibre. Un asciugamano lavato con gli strofinacci diventa grigio e perde assorbenza in pochi cicli, proprio come se fosse stato trattato con ammorbidente.

Il regime degli strofinacci:

  1. Lavatrice dedicataO almeno insieme a mop e panni per le superfici.
  2. 60°CAnche 90°C occasionalmente per il bianco molto sporco.
  3. Niente ammorbidenteChe riduce l’assorbenza dello strofinaccio come quella di un asciugamano.
  4. Asciugatura completa e rapida.Uno strofinaccio ripiegato umido puzza già dopo una notte.

Per uno strofinaccio ingiallito o segnato da vecchi grassi, un ammollo di un’ora in acqua calda con cristalli di soda prima del lavaggio recupera ciò che la lavatrice da sola non riesce più a fare. Il resto del ciclo di lavaggio è descritto in Lavare la biancheria di una casa vacanze: temperature e ciclo completo.

La tovaglia: da proporre con cautela

Una tovaglia in tessuto valorizza la tavola e viene bene in foto, ma si macchia al primo pasto e va stirata. Tre opzioni, in ordine di praticità:

  • Nessuna tovaglia, tavolo nudo con sottopiatti lavabili. È la scelta più semplice per una rotazione veloce e valorizza un bel tavolo.
  • Tovaglia resinata o cerata di qualità, che si pulisce con una passata e non va in lavatrice. Il miglior compromesso tra praticità e resa per una casa familiare.
  • Tovaglia in tessuto, riservata agli alloggi di fascia alta, con due ricambi di riserva e una stiratura sistematica del lato visibile.

Se offrite tovaglioli di stoffa, prevedetene uno per ospite, da cambiare a ogni soggiorno, e lavateli con la biancheria da tavola, non con gli strofinacci: toccano la bocca.

Le macchie da tavola, da trattare a freddo

Tre tipi di macchie coprono la maggior parte degli incidenti sul tovagliato, e tutte vanno trattate prima del lavaggio in lavatrice, mai dopo.

  • Vino rosso: assorbire senza strofinare, sciacquare abbondantemente con acqua fredda, poi lasciare in ammollo. L’acqua calda fissa il tannino.
  • Grasso e olio: cospargere di terra di Sommières o talco, lasciare assorbire per un’ora, spazzolare, poi lavare con uno sgrassatore.
  • Caffè e tè: acqua fredda subito, poi ammollo. Come per il vino, il caldo fissa la macchia.

La regola generale: prima il freddo, poi il caldo, mai il contrario. Una macchia lavata a 60°C senza pretrattamento è una macchia definitiva.

Le tue domande

Ogni quanto vanno cambiati gli strofinacci in una casa vacanze?

A ogni partenza dell’ospite, sempre, anche se sembrano puliti. Uno strofinaccio resta appeso in una cucina umida per tutto il soggiorno e viene usato per tutto, dai piatti alle mani. Prevedete due o tre strofinacci per soggiorno e sei-otto in stock per ogni appartamento.

Si possono lavare gli strofinacci con gli asciugamani?

No, mai. Gli strofinacci portano grassi alimentari che si depositano sulla spugna, la ingrigiscono in pochi lavaggi e ne riducono l’assorbenza. Lavate gli strofinacci in una lavatrice dedicata, o almeno con mop e panni per superfici.

Quale tessuto scegliere per gli strofinacci di una casa vacanze?

Lino per i piatti: non lascia pelucchi, si asciuga in fretta e resiste ai lavaggi a 60°C per anni. Il cotone a nido d’ape è un buon compromesso economico. Riservate spugna e microfibra a superfici e mani, con un colore diverso per evitare confusioni.

Bisogna mettere la tovaglia in una casa vacanze?

Non necessariamente. Un bel tavolo nudo con sottopiatti lavabili è più facile da gestire e viene benissimo in foto. Se volete la tovaglia, meglio una resinata che si pulisce con una passata; la tovaglia in tessuto richiede due ricambi e una stiratura a ogni rotazione.

Come recuperare strofinacci ingialliti?

Lasciateli in ammollo per un’ora in acqua calda con cristalli di soda, poi lavate a 60 o 90°C senza ammorbidente. L’ingiallimento è quasi sempre dovuto a un accumulo di grasso che i lavaggi normali non eliminano più; spesso basta un solo ammollo per recuperare un intero lotto.

Come trattare una macchia di vino su una tovaglia?

Assorbite senza strofinare, sciacquate abbondantemente con acqua fredda e lasciate in ammollo prima di lavare. Non trattate mai la macchia con acqua calda o in lavatrice senza pretrattamento: il caldo fissa il tannino e rende la macchia definitiva. Prima il freddo, poi il caldo solo dopo.

Passi dalla teoria alla pratica.

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