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Pulire i pavimenti di un alloggio: ordine, strumenti, dosaggio

Consigli di pulizia

Pulire i pavimenti di un alloggio: ordine, strumenti, dosaggio

Aspirapolvere, scopa, mocio, vapore, robot: quale strumento per quale pavimento, in che ordine, e i dosaggi che evitano aloni su parquet e piastrelle.

Il pavimento è la superficie che l’ospite tocca a piedi nudi, ed è quella che rivela più rapidamente una pulizia fatta male. È anche la più maltrattata: troppa acqua, troppo prodotto, passaggi nel verso sbagliato, e le piastrelle restano opache per tre turni. Questa guida spiega l’ordine delle operazioni, lo strumento giusto per ogni tipo di pavimento e i dosaggi che evitano le macchie.

L’ordine, che decide tutto il resto

Il pavimento si tratta per ultimo, dopo le superfici e prima di uscire. Tutta la polvere spostata in alto finisce a terra: pulire il pavimento prima dei mobili significa pulirlo due volte.

Nella stanza stessa, il principio è sempre lo stesso: dal fondo verso la porta, dall’alto verso il basso, dal pulito verso lo sporco. Non si ripassa mai dove si è già passati e non ci si chiude mai in un angolo.

CompitoFrequenzaRuolo
Passare l’aspirapolvereAd ogni puliziaRimuovere il secco prima di qualsiasi acqua
Aspirare gli angoliAd ogni puliziaBattiscopa, angoli, sotto i mobili
Spazzare o passare la scopaAd ogni puliziaAlternativa all’aspirapolvere su pavimenti duri
Lavare il pavimentoAd ogni puliziaRimuovere grasso e macchie
Passare il pulitore a vaporeAd ogni puliziaDisinfezione senza prodotti
Avviare il robot aspirapolvereAd ogni puliziaMantenimento tra due passaggi manuali
Spazzare il terrazzoAd ogni puliziaEsterno, prima dell’arrivo

Scegliere lo strumento in base al pavimento

Lo strumento sbagliato non solo fa perdere tempo, ma rovina anche la superficie.

  • Piastrelle e PVC: tutto è permesso. Prima aspirapolvere poi mocio umido, oppure pulitore a vapore se disponibile. Sono gli unici pavimenti dove l’acqua non è un problema.
  • Parquet verniciato: aspirapolvere con spazzola sollevata, poi un mocio strizzato quasi a secco. Il test: passate la mano dietro, deve essere appena fresca, mai bagnata. Niente vapore, che a lungo andare stacca la vernice.
  • Parquet oliato o grezzo: mai acqua stagnante né detergenti alcalini. Una scopa in microfibra leggermente inumidita, e un prodotto specifico per legno una volta al mese.
  • Laminato: il peggior nemico è l’acqua che penetra nelle fughe e fa gonfiare le doghe. Mocio molto strizzato, mai vapore.
  • Moquette e tappeti: solo aspirapolvere, in due direzioni incrociate. L’umidità su una moquette che non asciuga in giornata diventa odore.
  • Pietra naturale, cotto, cemento cerato: niente aceto né prodotti acidi, che attaccano il calcare e opacizzano la superficie. Basta un sapone neutro.

L’aspirapolvere e gli angoli che tutti saltano

Un passaggio di aspirapolvere efficace segue poche regole semplici: fasce che si sovrappongono di un terzo, movimento lento tirando piuttosto che spingendo (è la trazione che aspira), e la spazzola giusta, sollevata sui tappeti, abbassata sui duri.

Le quattro zone dimenticate che fanno la differenza all’ispezione:

  • Battiscopa e angoli

    Battiscopa e angoli

    Dove la polvere si accumula in cordoni visibili. Qui serve l’aspirapolvere a mano o la bocchetta piatta.

  • Sotto il letto e sotto il divano

    Sotto il letto e sotto il divano

    Che l’ospite vede cercando una scarpa.

  • Binari di porte scorrevoli e finestre

    Binari di porte scorrevoli e finestre

    Dove si accumulano sabbia e sassolini.

  • Intorno ai piedi dei mobili

    Dove il passaggio veloce aggira invece di attraversare.

Il robot aspirapolvere non sostituisce nessuno di questi gesti. Mantiene tra due passaggi manuali, su superfici sgombre. Avviatelo all’inizio della pulizia mentre trattate le superfici alte: lavora mentre lavorate.

Il mocio: meno acqua, meno prodotto

L’errore più comune è esagerare con il prodotto, e si vede subito.

  1. Aspirate primaSempre. Un mocio passato su un pavimento non aspirato fa fango e sparge i capelli.
  2. Dosate in base al secchio, non a occhio.Un tappo di detergente per cinque litri basta nella stragrande maggioranza dei casi. L’alone bianco sulle piastrelle scure è sempre troppo prodotto, mai troppo poco.
  3. Strizzate finché la frangia non gocciola più.Il pavimento deve asciugare in due o tre minuti. Se ci mette di più, c’era troppa acqua.
  4. Procedete a otto o a SArretrando verso la porta, e sciacquate la frangia nel secchio a ogni stanza, non alla fine.
  5. Due secchi sono meglio di unoUno per la soluzione pulita, uno per il risciacquo sporco. Così si evita di ridistribuire lo sporco con l’acqua del primo passaggio.

Su un pavimento scuro o lucido, terminate con un passaggio ad acqua pulita: è l’unico modo sicuro per evitare aloni.

Il pulitore a vapore: potente, ma non ovunque

Il vapore disinfetta senza prodotti, il che lo rende ottimo per bagni e cucine piastrellate, e un vero argomento per gli ospiti sensibili ai prodotti chimici. Ma è vietato su tre superfici: parquet, laminato e pietra porosa non trattata. Calore e umidità fanno lo stesso lavoro che su una macchia, ma peggio e in modo definitivo.

Due precauzioni: non lasciate mai la testa a vapore ferma su una zona, e passate sempre dopo l’aspirapolvere, altrimenti il vapore trasforma la polvere in pasta.

L’esterno: terrazzo, foglie e arredi

L’esterno si tratta prima dell’interno, per una ragione pratica: spazzare il terrazzo rimanda polvere e detriti verso la porta-finestra. Spazzate dal fondo del terrazzo verso l’esterno, raccogliete le foglie alla fine invece che man mano, e passate una scopa sulla soglia per ultimo.

I mobili da giardino, l’ombrellone e i lettini fanno parte dello stesso passaggio: è ciò che l’ospite vede aprendo le persiane, prima ancora di posare la valigia.

Le tue domande

In che ordine pulire un alloggio in affitto?

Sempre dall’alto verso il basso e dal fondo verso l’uscita: superfici alte e mobili prima, pavimenti per ultimi, esterno prima dell’interno. La polvere spostata in alto ricade sempre a terra; iniziare dal pavimento costringe a rifarlo.

Come lavare un pavimento senza lasciare aloni?

Aspirate prima di lavare, dosate un tappo di prodotto per cinque litri d’acqua, strizzate finché la frangia non gocciola più e lavorate con due secchi, uno pulito e uno per il risciacquo. Su pavimenti scuri o lucidi, terminate con un passaggio ad acqua pulita.

Si può usare il pulitore a vapore sul parquet?

No. Il vapore fa gonfiare le doghe del laminato e stacca la vernice di un parquet verniciato col tempo. Usatelo solo su piastrelle, PVC e sanitari. Sul legno, un mocio in microfibra appena umido resta la soluzione migliore.

Un robot aspirapolvere basta tra una pulizia e l’altra?

Mantiene, non pulisce. Non fa battiscopa, angoli, sotto i mobili bassi e non rimuove il grasso. Usatelo come complemento, avviandolo all’inizio della pulizia mentre trattate le superfici alte.

Meglio aspirare o spazzare le piastrelle?

L’aspirapolvere è più efficace, perché la scopa rimette parte della polvere fine in sospensione che poi ricade. La scopa resta utile per i detriti grossi, il terrazzo e le case senza presa comoda. In entrambi i casi, il passaggio precede sempre il lavaggio.

Ogni quanto pulire una moquette in affitto?

Aspirapolvere ad ogni pulizia, in due direzioni incrociate, e pulizia profonda una volta al mese. Evitate pulizie umide quando il cambio è stretto: una moquette che non asciuga completamente in giornata sviluppa un odore molto più difficile da trattare di una macchia.

Passi dalla teoria alla pratica.

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